Jenny Space. Eccoci pronti di prima mattina a lasciare il nostro albergo nella piu’ governativa tra tutte le citta’ e dirigerci verso la mitica Philadelphia.

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Ci lasciamo quindi alle spalle Washington, citta’ che ospita principalmente due categorie di persone: turisti e personale con cartellino, mai visto in vita mia cosi’ tanta gente con un cartellino al collo se non durante i corsi di formazione, ma mi sa che e’ un’altra storia..

Durante il viaggio la nostra riunione interna e’ stata sul settore real estate del Bogiatto Group che grazie a tutto il team preposto sta operando alla grande  e produce delle vere case gioiello che hanno offerte a sole 2 ore dalla messa in listing, un vero record! Abbiamo avuto grandi idee e lavorato su un ambizioso progetto.

Avvicinandoci ad una grande citta’ per la prima volta abbiamo trovato del vero traffico che ci ha fatto ritardare di circa 1 ora e mezza, cosi’ mentre Daniele faceva le riunioni telefoniche io ho iniziato a sviluppare il progetto che abbiamo ideato.

Per arrivare a Philadelphia che si trova in Pennsylvania siamo passati nel  Maryland e nel Delaware e abbiamo scoperto dalle targhe che e’ stato il primo tra gli Stati ad essere fondato.

Finalmente siamo arrivati a Philadelphia e siamo rimasti sorpresissimi di come  a sole due ore e mezzo da Washington ci fosse una citta’ cosi’ diversa.

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Io me ne sono innamorata all’istante, una citta’ un po’ folle che mischia vecchio e nuovo, mattoni e vetri, uomini d’affari e senzatetto. Una citta’ vera,con le scale rialzate davanti alle porte piene di gente che chiacchera e bambini che giocano come nel piu’ classico dei film.

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Phiadelphia da’ l’impressione che un’immensa mano dall’alto si sia divertita a mischiare case e stili, colori e insegne, materiali e persone, creando un’improbabile collage che nella sua impossibile stranezza risulta perfetto.

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Sara’ che e’ l’imperfezione che piace a me, perche’ non c’e’ una linea logica che la tiene insieme, sara’ che mi sono emozionata appena l’ho vista, ma Philadelhia e’ la seconda citta’ dopo New Orleans ad intrigarmi subito con la sua magia. C’e’ qualcosa nell’aria che avvolge e incuriosisce, c’è un’umanita’ multirazziale affascinante, un insieme di livelli sociali diversi che convivono insieme con la stessa diversa  e perfetta disarmonia architettonica.

Splendidi anche i murales che la ricoprono e ne fanno risaltare angoli nascosti, oggi ne abbiamo visti solo alcuni ed erano incredibili, enormi e dettagliatissimi e i temi proposti nuovamente un insieme di mille dettagli diversi. Non vedo l’ora domani mattina di andarne a vedere altri primi di partire per New York.

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Subito dopo aver lasciato le valigie nel nostro albergo che avevo scovato su internet, molto particolare fin dall’ingresso,

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siamo nuovamente  usciti a piedi alla scoperta della citta’ dirigendoci verso il famoso Market . Visitarlo  e’ stata una bella sorpresa,  era enorme ed incredibilmente in stile europeo, con veri banchi di frutta, verdura e formaggio, praticamente un miraggio!

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Ci siamo fermati ad un tavolino e siamo andati alla scoperta di qualche bancarella con cibo tipico della citta’.

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Vi erano bancarelle di ogni genere, moltissime anche con prodotti provenienti dalla comunita’ Amish che in Pennsylvania ha il suo piu’ grande insediamento. Gli Amish sono sempre abbigliati con il loro costume caratteristico che ricorda gli abiti del 1800, non li ho fotografati perche’ ho letto che per motivi religiosi non amano essere ripresi o fotografati. In compenso ho fotografato Daniele contentissimo di aver trovato un grande maiale salvadanaio!

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Vicino al mercato avevo annotato la presenza di un particolare museo, che pareva contenesse opere di artisti realizzate in materiale particolare, pensavo fosse molto divertente. Siamo invece entrati in un museo di arte moderna, di quelli che ti incanti a guardare l’estintore scambiandolo per l’ultima realizzazione esposta. In piu’ eravamo guardati a vista dal curatore orientale, che ci seguiva passo passo, si vede che una famiglia intera non l’avevano mai vista.. Ad un certo punto io con tono serioso ho iniziato a descrivere ogni opera in italiano con termini senza senso, tanto non mi capiva nessuno,  e ci e’ venuto un attacco di ridarella che non e’ stato apprezzato dalla nostra guida.  In compenso lo shop era pieno di articoli altrettanto senza senso, come la testa mozzata di cavallo

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oppure la testa di gonfiabile di alce.

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Quanto abbiamo riso anche nel negozio, alla fine parevano sollevati quando ce ne siamo andati.. non prima pero’ di aver acquistato degli introvabili ganci-appendino a forma di dita…

Sulla via del ritorno breve tappa da Macy, veramente breve  perche’ tutti quegli articoli di abbigliamento e accessori insieme hanno stordito Daniele e siamo usciti in fretta per farlo riprendere. Giusto il tempo di una foto ricordo.

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Un’ultima passeggiata nella zona centrale di questa bellissima citta’

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e ci siamo diretti al nostro albergo, in attesa domani mattina di finire i vedere i murales e la famosa scalinata di Rocky ,con annessa mitica statua di Stallone!

Un’altra proficua giornata di esplorazioni e di grandi idee da realizzare!

Jenny

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One Comment

  • Lucia Todisco ha detto:

    jenny,io invece non sapendo,ho scattato un po’di foto agli Amish in quanto mi sembrava di vivere nel mio telefilm preferito”la casa nella prateria”.
    che bel giretto…..

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