Siamo in Louisiana – Finalmente a New Orleans !

Jenny Space Questa mattina siamo partiti da Biloxi in direzione della vicina Gulfport,

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la nostra meta era il Tuesday Fresh Market, abbiamo girato in lungo e in largo ma non l’abbiamo trovato. Dopo aver girato brevemente per la via principale della città ci e’ stato chiaro che, come a Mobile, le attrattive principali sono i casino’ presenti ovunque,

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si può giocare ad ogni ora del giorno o della notte, ci sono persino dei tour dei locali fatti con i pullman.

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Dato che questo e’ un settore che non ci interessa, abbiamo ben pensato di ripartire. Saliti  in auto la meta del nostro navigatore era Bator Rouge in Louisiana, a circa due ore e mezza di distanza. Poco dopo la nostra partenza ho casualmente informato  Daniele che New Orleans distava poco più di un’ora. Che peccato passarci vicino senza vederla.. A me bastava passarci anche solo in auto, tanto ci tenevo a vederla, dato che eravamo in dubbio sulla pericolosità . Così in auto siamo andati a vedere il tragitto per il French Quarter, la parte più turistica e quindi meno isolata.

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Abbiamo visto in giro tantissima gente, soprattuto turisti e ci e’ parsa una tappa fattibile fatta con le dovute cautele perché di gente strana, strana davvero, in giro in effetti non manca.

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Arrivando in città siamo rimasti stupiti dal gran numero di case mattoni rossi, inusuali nelle altre città. A malincuore abbiamo visto anche le ferite lasciate dall’uragano Katrina, alcune case senza tetto, sventrate o distrutte, forse non valeva piu’ la pena  ripararle. Entrati in città siamo rimasti tutti e cinque a bocca aperta, e’ la città più strana e incredibile che abbiamo mai visto e dire che abbiamo viaggiato non poco.

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E’ un miscuglio di ogni genere, case distrutte attaccate a case stile belle époque, negozi vodoo vicino a caffetterie francesi.

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Il tema del vodoo e della magia nera in effetti qui e’ molto presente, sopratutto nell’arredamento dei negozi e negli articoli del mercato.

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Appena arrivati ci siamo fermati a fare il rito di iniziazione di New Orleans, ossia la tappa al famoso Cafe’ du monde, in cui servono caffè latte  con delle paste tipiche  spolverate di zucchero che i bambini hanno spazzolato in tempo record.

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Il conto, al contrario delle mie aspettative, per fortuna era molto economico. Dopo abbiamo girato per il French  quarter, spesso ascoltando musica Jazz suonata dal vivo nei locali o per strada.

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Un posto davvero incredibile e bellissimo,

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anche se con una leggera tensione di sottofondo per tenere i sensi ben all’erta. Sono veramente felice di essere qui, era molto tempo che desideravo visitare New Orleans, anche Daniele dopo i dubbi iniziali ha detto che e’ uno dei posti più  belli che abbia mai visto.

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Dopo poco è già entrato nell’atmosfera..

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Evidentemente questo questo posto non piace solo a noi del team, a nostra insaputa Oscar qui ha già avviato un’attività..

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Nel tardo pomeriggio e’ arrivata la pioggia e noi ne abbiamo approfittato per andare all’ albergo che e’ veramente bello , in centro. L’abbiamo trovato su saveroom, un volantino con le varie offerte degli alberghi, di solito presenti negli uffici turistici, è anche presente l’applicazione per iphone e ipad, e’ un ottimo modo per trovare alberghi a prezzi scontati. Quest’albergo, Saint Cristopher,

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appartenente al circuito della Best western, in cinque lo paghiamo solo 50 dollari, all’incirca 37 euro a notte con Internet e colazione compresa, quando mai in Italia viaggiamo con questi costi..
Ci si lamenta da noi che il turismo  e’ in crisi ma se si continua a spennare la gente prima o poi i polli volano altrove nonostante la grande e indiscutibile  bellezza del nostro paese.

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2 Comments

  • Mario Tura De Marco ha detto:

    Jenny hai perfettamente ragione tant’è che mia moglie, che ha un’agenzia viaggi, rimane sempre sconvolta nel preparare i preventivi ai suoi Clienti, soprattutto in presenza di famiglie con bambini. Vogliamo equiparare la stessa cosa alle tasse? Se lo stato fosse meno esoso e più intransigente (vedasi gli USA, UK, Svizzera, Germania, Austria, ecc…) si costringerebbe ogni cittadino a pagare le tasse, ma tutti pagheremmo di meno.
    GABER recitava in una canzone ” io non mi sento italiano ma per fortuna e purtroppo lo sono”.
    Buona continuazione.
    Bye
    Mario

  • Oscar Platone ha detto:

    ‘azz…mi avete sgamato…ci tenevo a tener nascosta la mia doppia identità.. ;-))

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