Siamo in Louisiana – Finalmente a New Orleans !
All Articles, Lifestyle — Scritto da Jenny Perotti il luglio 29, 2010 alle 07:00Jenny Space Questa mattina siamo partiti da Biloxi in direzione della vicina Gulfport,
la nostra meta era il Tuesday Fresh Market, abbiamo girato in lungo e in largo ma non l’abbiamo trovato. Dopo aver girato brevemente per la via principale della città ci e’ stato chiaro che, come a Mobile, le attrattive principali sono i casino’ presenti ovunque,

si può giocare ad ogni ora del giorno o della notte, ci sono persino dei tour dei locali fatti con i pullman.
Dato che questo e’ un settore che non ci interessa, abbiamo ben pensato di ripartire. Saliti in auto la meta del nostro navigatore era Bator Rouge in Louisiana, a circa due ore e mezza di distanza. Poco dopo la nostra partenza ho casualmente informato Daniele che New Orleans distava poco più di un’ora. Che peccato passarci vicino senza vederla.. A me bastava passarci anche solo in auto, tanto ci tenevo a vederla, dato che eravamo in dubbio sulla pericolosità . Così in auto siamo andati a vedere il tragitto per il French Quarter, la parte più turistica e quindi meno isolata.
Abbiamo visto in giro tantissima gente, soprattuto turisti e ci e’ parsa una tappa fattibile fatta con le dovute cautele perché di gente strana, strana davvero, in giro in effetti non manca.
Arrivando in città siamo rimasti stupiti dal gran numero di case mattoni rossi, inusuali nelle altre città. A malincuore abbiamo visto anche le ferite lasciate dall’uragano Katrina, alcune case senza tetto, sventrate o distrutte, forse non valeva piu’ la pena ripararle. Entrati in città siamo rimasti tutti e cinque a bocca aperta, e’ la città più strana e incredibile che abbiamo mai visto e dire che abbiamo viaggiato non poco.
E’ un miscuglio di ogni genere, case distrutte attaccate a case stile belle époque, negozi vodoo vicino a caffetterie francesi.
Il tema del vodoo e della magia nera in effetti qui e’ molto presente, sopratutto nell’arredamento dei negozi e negli articoli del mercato.
Appena arrivati ci siamo fermati a fare il rito di iniziazione di New Orleans, ossia la tappa al famoso Cafe’ du monde, in cui servono caffè latte con delle paste tipiche spolverate di zucchero che i bambini hanno spazzolato in tempo record.
Il conto, al contrario delle mie aspettative, per fortuna era molto economico. Dopo abbiamo girato per il French quarter, spesso ascoltando musica Jazz suonata dal vivo nei locali o per strada.
Un posto davvero incredibile e bellissimo,
anche se con una leggera tensione di sottofondo per tenere i sensi ben all’erta. Sono veramente felice di essere qui, era molto tempo che desideravo visitare New Orleans, anche Daniele dopo i dubbi iniziali ha detto che e’ uno dei posti più belli che abbia mai visto.
Dopo poco è già entrato nell’atmosfera..
Evidentemente questo questo posto non piace solo a noi del team, a nostra insaputa Oscar qui ha già avviato un’attività..
Nel tardo pomeriggio e’ arrivata la pioggia e noi ne abbiamo approfittato per andare all’ albergo che e’ veramente bello , in centro. L’abbiamo trovato su saveroom, un volantino con le varie offerte degli alberghi, di solito presenti negli uffici turistici, è anche presente l’applicazione per iphone e ipad, e’ un ottimo modo per trovare alberghi a prezzi scontati. Quest’albergo, Saint Cristopher,
appartenente al circuito della Best western, in cinque lo paghiamo solo 50 dollari, all’incirca 37 euro a notte con Internet e colazione compresa, quando mai in Italia viaggiamo con questi costi..
Ci si lamenta da noi che il turismo e’ in crisi ma se si continua a spennare la gente prima o poi i polli volano altrove nonostante la grande e indiscutibile bellezza del nostro paese.








Segnala su Twitter
Segnala su Digg!
Salva su delicious
Segnala su Stumble



















2 Commenti
Jenny hai perfettamente ragione tant’è che mia moglie, che ha un’agenzia viaggi, rimane sempre sconvolta nel preparare i preventivi ai suoi Clienti, soprattutto in presenza di famiglie con bambini. Vogliamo equiparare la stessa cosa alle tasse? Se lo stato fosse meno esoso e più intransigente (vedasi gli USA, UK, Svizzera, Germania, Austria, ecc…) si costringerebbe ogni cittadino a pagare le tasse, ma tutti pagheremmo di meno.
GABER recitava in una canzone ” io non mi sento italiano ma per fortuna e purtroppo lo sono”.
Buona continuazione.
Bye
Mario
‘azz…mi avete sgamato…ci tenevo a tener nascosta la mia doppia identità..
)