Riflessioni, spunti e pensieri al termine della prima settimana nella corsia veloce

Coraggio di cambiare o coraggio di rimanere dove ci si trova?

Sperare in un futuro migliore o decidere di agire per crearlo oggi, step by step? Cito testualmente una parte del commento che Mario Tura De Marco ha lsciato su di un articolo che ho scritto alcuni giorni addietro “La vita che ci viene messa di fronte agli occhi..e se fosse una prigione invisibile per la mente?”

Mario – “Il Rinascimento è alle porte ed io lo voglio vivere pienamente; penso che la stragrande maggioranza delle persone è stanca come me e proprio per questo dovrebbe reagire scovando nei cassettini della propria anima il sogno di benessere che aveva quando, finita la scuola, cominciava a pensare al futuro. Ho amici molto ricchi che si lamentano, ho amici medio borghesi (ancora per poco) che si lamentano, ho amici sulla soglia della povertà che si lamentano. Oggi ci vuole molto più “coraggio” nel non fare nulla, nel non reagire che nel rimettere in discussione il tutto per migliorare business, affetti, amicizie, relazioni, opportunità, ecc…. E’ tutto là fuori, bisogna solo scegliere gli amici giusti per poter condividere questa rinascita basata innanzi tutto sulla persona e valutando il business come logica conseguenza di interazioni con le persone giuste.”

Ho riflettuto molto su questo, sulla parola coraggio e sulla considerazione che ne fa Mario. Prima riflessioni teoriche, poi pratiche e quindi azioni nella mia vita.
Non ritengo che ci voglia molto coraggio a mantenere la situazione tale e quale lamentandosi. Si tratta di apatia, di paura mascherata, di timore di perdere le sicurezza acquisita, o forse altre cose che non colgo.
Per  me il coraggio è quello che sentiamo vibrare nel cuore quando affrontiamo una paura, che vive nella nostra mente, ma che comunque rimane una paura. Tale sentimento è positivo nella misura in cui ci consente di non essere avventati ma diventa un’ emozione negativa quando risulta essere bloccante.

Coraggio…paura…. quante volte mi sono trovato a provare queste sensazioni. Paura di morire e il coraggio di ascoltare tale paura e rendersi conto che non è una percezione di un ignoto futuro ma la certezza di un orologio che inesorabilmente batte i suoi secondi senza sapere quanti altri ne conservi nel forziere. Scoprire che quanto gusti questa paura la vita diventa più viva, più intensa, degna di essere vissuta in ogni attimo.

Coraggio dopo aver sentito John Coutis come relatore al tour di Kiyosaki che ti dice “nella vita non facciamo quello che sentiamo sia giusto per noi e per le persone che amiamo perchè pensiamo che ci saranno anche domani, ma è solo un’ illusione”…coraggio che ti proviene da chi vive una vera difficoltà, oggettiva e inopinabile.

Parole, sentimenti, ricordi…come in una tavolozza multicolore in cui intingo il pennello per dipingere il quadro della mia vita.

Poi guardo Jenny, i miei tre figli Leonardo, Beatrice e Raffaello, passo in rassegna i volti dei miei amici che ogni giorno lavorano con noi e tutte le persone che ci seguono, che stanno con noi, che credono di poter fare meglio ogni giorno con il cuore, la passione, la sensibilità guidata da valori precisi e mi rendo conto che quello che ho espresso sino ad oggi come visione ed energia è poco in relazione a quanto posso esprimere. Qui in Florida in un ambiente consono alle mie caratteristiche psicofisiche ogni giorno che passa mi sento più in forma, più lucido e bilanciato. Ne parlavo giusto oggi con Roberto con il quale conduciamo una grande avventura in società, un’ avventura a stelle e strisce nata da una stretta di mano in un’ormai lontana e storica cena a Milano.

Questa estate Giuseppe, Alessandro,Oscar, Max, Marco, Giusy e Antonio saranno qui con noi. Un momento importante, un salto quantico che ha aperto i suoi cancelli nel momento in cui abbiamo messo piede nuovamente qui negli Usa e che Roberto e Maria con la loro attenzione e cura hanno saputo preparare nei mesi precedenti al nostro ritorno.
Come sempre ogni cosa nella vita va sempre al posto giusto al momento giusto, l’importante è saperlo riconoscere.

dan bogiatto

About dan bogiatto

Ideatore del metodo Business Family Engine, presidente e co-fondatore del Bogiatto Group, Dan Bogiatto, insieme a sua moglie Jenny, i suoi figli e tutta la famiglia intenzionale, ha votato la sua vita ad aiutare tutte le persone che lo desiderano a sviluppare e implementare l'impresa a controllo famigliare ottenendo un BUSINESS di successo INSIEME a una FAMIGLIA di successo.

4 Comments

  • Laura Messina ha detto:

    Sono proprio le domande che in questo periodo intasano la mia mente e il mio cuore. Dove, quando e come iniziare la personale trasformazione?
    Al “dove” e al “quando” ho risposto qui ed ora, sul “come” la mente fatica.
    Paura di cambiare e coraggio di cambiare, prendere in mano la propria vita, osservarla con occhi critici, ammettere gli errori, diventare consapevoli che la vita è nostra e racchiude in sè ogni migliore prospettiva di cambiamento e rivoluzione, se solo lo si vuole.
    La difficoltà credo stia nell’istante iniziale della partenza.
    Grazie per l’ottimo spunto di riflessione.
    A presto!

  • Enzo Cimmino ha detto:

    … una cosa che mi ha colpito è stata una frase di Daniele:” E’ meglio non approfondire con quelli, non sono allineati con noi!!” si riferiva a degli imprenditori probabili partner di un progetto… E’ da lì ho capito quante volte ho ignorato l’allineamento pur avendo notato la sua assenza !! Ora lo sò e mi sento di condividere con lui molte cose…
    E’ così che ti passa la paura … quando c’è l’allineamento e ne sei consapevole…, a presto Daniele.

  • Mario Tura De Marco ha detto:

    Penso che lo spunto per prendere coscienza della necessità di cambiamento può arrivare da qualsiasi parte, anche quando meno te lo aspetti. Nel mio caso è successo riflettendo sulla morte di un caro amico coetaneo; è stato tragico e illuminante allo stesso tempo. Sembra quasi che mi sia arrivato un messaggio direttamente da lui per spronarmi a fare, a crescere, a ridere, a piangere, a vivere insomma. A vivere ma con una consapevolezza diversa. Il problema sta nel capire quale è il cammino da percorrere ed è per questo che facevo riferimento alla corretta scelta dei compagni di avventura.
    Sono perferttamente allineato al concetto espresso da Daniele in merito al tempo che passa inesorabilmente ed è proprio questo che mi rende bramoso nel ricercare stimoli di crescita, il tutto senza però farmi trascinare nel vortice che mi porterebbe a fare molto ma, probabilmente, senza il giusto approfondimento.
    Unico consiglio che ho da dare: bisogna buttarsi pensando che tanto, se le cose non funzionano come si sperava, di fame non si morirà certo. I miei genitori hanno passato momenti tragici e ce l’hanno fatta; per quale motivo io non dovrei riuscire?
    Buona vita a tutti!

  • Daniele Bogiatto Daniele Bogiatto ha detto:

    @ Mario
    @ Laura
    @ Enzo
    ho scritto un articolo prendendo spunto dai vostri commenti, grazie!
    http://www.danielebogiatto.it/il-cambiamento-e-la-trasformazione-come-e-possibile-fare-tutto-questo/

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