Procrastinare…..una professione o un’arte?

Ho appena scritto una nota su Facebook in merito all’ attività di Procrastinare.

Sembrerebbe molto semplice in prima battuta bollare chi rimanda come persona di insuccesso con la convinzione che se avesse agito immediatamente avrebbe ottenuto ciò che desiderava. Anzi in molti corsi di formazione in tutto il mondo la decisi0ne immediata viene venduta come la chiave del successo. Allena il muscolo della decisione e tutto andrà per il meglio.Come se fosse una ricetta semplice ed immediata. Invece la chiave di volta non consiste nel vedere una faccia della medaglia. Presi singolarmente non presentano invece un valore positivo o negativo in assoluto.

Avresti quindi dovuto fare o meno quel corso di Karate? Ma!

IMG_0484

Per poter fare un grande salto avanti bisogna essere in grado di astrarsi dalla decisione immediata di azione o dalla decisione immediata di rimandare e quindi di procrastinare. Il quadro più grande, la visione del dipinto nella sua interezza prevede lo spostamento della nostra attenzione su “come” noi arriviamo a agire o procrastinare.

Il processo fa la differenza. Il trambusto interno, i conflitti che la mente cerca di risolvere e le veloci liste di pro e contro. Tutto questo di solito accade inconsapevolmente nell’ individuo sottoposto alla pressione contingente. Pressione è un’altra parola chiave.

A che pressione devo salire per mangiare cibi di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza in quel di di Bangkok in Thailandia?

IMG_0491

Come facciamo a sapere che stiamo per prendere una decisione importante sia che essa sia di agire immediatamente o di procrastinare? Semplice, la nostra pressione emozionale e mentale sale di pari livello all’ importanza della decisione stessa. Le emozioni diventano devastanti e la mente annaspa in una confusione in cui non riesce più ad esercitare il controllo usuale in cui crea l’illusione di prevedere il futuro e di poter derimere ciò che è giusto e sbagliato. In quel momento accade qualcosa di veramente importante. Le decisioni tornano ad essere collegate alla fonte principale, quella pulita, delle emozioni e la mente dovrebbe tornare alla sua funzione principale di coordinatore del tempo presente delle informazioni in ricezione al fine di ottenere il risultato migliore.

Il processo corretto quindi quale sarebbe? Sentire le emozioni, rimanere in contatto con esse e con la massima pulizia, lasciare che la mente faccia i suoi giochetti di prestigio senza che noi ci si dedichi più di tanto attenzione. Far leva su tali emozioni, sulla loro potenza e quindi decidere. Senza mai voltarsi indietro, senza diventare una statua di sale come ci ricordano i miti antichi. Quindi sentire nuovamente le nostre emozioni all’ apparente scorrere del tempo. Stiamo meglio? La vita è più felice di prima? Stiamo migliorando? Ci sentiamo più leggeri? Allora era la scelta migliore in quel momento. Ci sentiamo male? La vita sembra essere tornata come prima ma non migliore e non ci sentiamo più leggeri? Siamo appesantiti da qualcosa che sembra essere di nuovo uguale? Allora la scelta è sbagliata.

La mente? Essa ci può aiutare nell’analizzare i dati di cui siamo in possesso e confrontarli con la situazione precedente per poter dare un punto di riferimento specifico e logico a quanto è in corso. Niente più. Se la mente torna al suo ruolo principale diventa di nuovo uno strumento molto, molto potente.

Qui siamo ancora sul livello del “fare”

Vogliamo salire più in alto? Ciò che noi siamo sull’ essere e spiritualmente non commette mai errori. Un giorno una persona importante mi disse “ognuno ha la vita che si merita”. Io ci ho creduto e faccio molta attenzione a non crearmi scusanti e quando lo faccio ho chi mi sta accanto che mi ricorda di evitarlo.

Ecco perchè alla fine di tutto noi non possiamo fare altro che prendere le giuste decisioni per quello che siamo in quel momento. Se generano altra sofferenza vuol dire che ne avevamo ancora bisogno per crescere. Se generano felicità ed abbondanza vuol dire che in tale momento eravamo pronti per nuova luce.
Lavorare quindi sulla nostra crescita personale è la chiave per farci trovare pronti alla chiamata.

“Non si può scegliere il modo di morire e nemmeno il momento in cui accade. Si può scegliere solo come vivere, qui ed ora!”

IMG_0748

dan bogiatto

About dan bogiatto

Ideatore del metodo Business Family Engine, presidente e co-fondatore del Bogiatto Group, Dan Bogiatto, insieme a sua moglie Jenny, i suoi figli e tutta la famiglia intenzionale, ha votato la sua vita ad aiutare tutte le persone che lo desiderano a sviluppare e implementare l'impresa a controllo famigliare ottenendo un BUSINESS di successo INSIEME a una FAMIGLIA di successo.

5 Comments

  • Lucia Merico ha detto:

    Come sempre, i tuoi articoli non fanno una piega! Grande Daniele 🙂

  • silvia belotti ha detto:

    Condivido, ma prendere una decisione a volte è un salto fuori dall’area di agio, quindi a volte diventa faticoso portare avanti le conseguenze della scelta fatta. E i giochi di prestigio della mente complicano la situazione! Crederci, sentire le emozioni, avere il coraggio e la costanza di visualizzare un obiettivo e continuare a crederci, scegliere con la consapevolezza che quello che sono in questo momento ha bisogno di questo. Ma se l’emozione è paura o ansia che mi blocca? quasi quasi rimando…

  • Dan Bogiatto Dan Bogiatto ha detto:

    @Lucia grazie 🙂

  • Dan Bogiatto Dan Bogiatto ha detto:

    @Silvia – puoi fare qui un ottimo lavoro.
    Rendiamo più potente il tuo commento con piccolissime modifiche….

    “condivido “e” prendere una decisione “importante” a volte è un salto fuori dall’area di agio, quindi a volte diventa “impegnativo” portare avanti le conseguenze della scelta fatta “come diventa impegnativo portare avanti le conseguenze di aver rimandato”. crederci, sentire le emozioni, avere il coraggio e la costanza di visualizzare un obiettivo e continuare a crederci, scegliere con consapevolezza che quello che sono in questo momento ha bisogno di questo. Ma se l’emozione “parassita” è paura o ansia “con le quali” mi blocco? Quasi quasi “lavoro sulle emozioni vere che forse non ho mai imparato a conoscere”

    Ora rileggendo il tuo commento con le piccole modifiche che ho aggiunto mettendole nelle virgolette che cosa succede dentro di te? 🙂

  • silvia belotti ha detto:

    Emozione parassita? stupefacente, con questo aggettivo, un’unica parola per definire le emozioni, hai detto tantissimo, mi hai colpito ancora una volta. Mi metto in gioco in questi commenti come opportunità di crescita e non sono mai delusa. Voglio lavorare su me stessa proprio sentendo le emozioni vere che possono gonfiare le vele e portarmi in mare aperto. grazie Dan, di cuore.

Leave a Reply

Your email address will not be published.