Morgan e la cocaina; marketing, follia o coraggio di dire la verità?

Ho delle piccole abitudini che mi piace coltivare. Una di queste è quella di accompagnare i miei figli a scuola al mattino e fermarmi al bar vicino a casa nostra per prendere la mia conchiglia alla nutella e un cappuccino. In quello spazio che mi dedico prima di rientrare a casa, prendere Raffaello e portarlo a scuola (hanno orari diversi), leggo gli articoli principali sui quotidiani. Così questa mattina scorrendo trovo la dichiarazione di Morgan sul fatto che secondo lui la cocaina fa bene, anzi, è curativa e lui che ne fa uso da tempo ne consiglia caldamente l’utilizzo. Bum! Tutti a scrivere di questa dichiarazione (io stesso ne sto dedicando un articolo) e a far emergere la grande finzione della nostra società. Qualcuno scrive e si domanda se è un’ operazione di marketing per fare “traffico” sul suo brand. Ma a chi la volete dare a bere? Alzi la mano chi pensa che Morgan non abbia mai preso sostanze stupefacenti. Che ridere. Semplicemente ha fatto quello che io spiego sul personal brand. Ha detto chi è veramente, cosa fa e come la pensa. Quindi in questo senso,solo in questo senso,è stata una mossa corretta. Altri dicono che Morgan non sta bene, che è folle e che soprattutto non si rende conto di cosa ha fatto e del potere mediatico che ha. Secondo me non è folle, è quello che è. Chi è folle, colui che ti dice la verità o la persona che lo osserva e fa finta di non vedere e di non ascoltare? Chi lo ha messo in tale posizione, chi gli ha dato visibilità e chi da ora in poi continuerà a fare lo stesso. Quelli sono i folli lucidi e quindi pericolosi. Per non parlare delle immediata reazione dell’ ambiente dello spettacolo che prende le distanze. Ridicolo. Le statistiche indicano che oggi una persona su tre assume regolarmente cocaina. Quando nel nostro quartiere di Torino un rappresentante istituzionale decise di fare la marcia per sensibilizzare l’ opinione in modo da allontare gli spacciatori di cocaina non si presentò quasi nessuno. Forse perchè le persone che ne fanno uso non vogliono far chiudere il supermercato?. Una persona su tre. Ti rendi conto? Parli con tre persone oggi e una di queste assume regolarmente cocaina. Poi ti chiedi perchè è sempre in forma, sempre motivato e lavora a ritmi che non puoi nemmeno immaginare. Una società che a livello mediatico vende tendenzialmente falsità e si scandalizza quando qualcuno rompe gli schemi. Cosa dire di Morgan? E’ la sua vita e nessuno può vivere la vita di altre persone. E’ un uomo adulto e responsabile delle sue scelte. Ognuno dipinge il cammino che desidera. Dal mio punto di vista ha ragione Massimo Gramellini con l’editoriale che ha dedicato in prima pagina sulla stampa. Altro che il coraggioso o il geniale dannato delle musica. Il vero coraggio è quello della persona che ogni giorno si alza e vive con gioia le bellezze della vita e sperimenta il dolore e le sofferenze che inevitabilmente fanno parte di un percorso senza anestetizzarsi per tutta la durata del proprio cammino. Può capitare di cadere a tutti, questo è indubbio, ma sicuramente non è per me una buona idea scambiare il momento per un cammino esistenziale. Questo è quello che ogni giorno insegniamo io e Jenny a nostri figli. Difettosi ed imperfetti sicuramente sì ma rotti proprio no….

dan bogiatto

About dan bogiatto

Ideatore del metodo Business Family Engine, presidente e co-fondatore del Bogiatto Group, Dan Bogiatto, insieme a sua moglie Jenny, i suoi figli e tutta la famiglia intenzionale, ha votato la sua vita ad aiutare tutte le persone che lo desiderano a sviluppare e implementare l'impresa a controllo famigliare ottenendo un BUSINESS di successo INSIEME a una FAMIGLIA di successo.

6 Comments

  • enzo ha detto:

    ma non era crack ????

  • luca chirico ha detto:

    ma che fosse sopra le righe (in tutti i sensi) come personaggio era chiaro…

    il danno che ha fatto sicuramente non è poco, c’è da dire che non è l’unico, ne il primo ne l’ultimo…

    non lo condanno per le sue scelte personali, certo è che una dichiarazione del genere è “socialmente” pericolosa per i molti ragazzi che lo vedono come un esempio e che potrebbero prenderne spunto…

    Logicamente poi se uno decide di drogarsi lo fa per scelta sua personale, le colpe e le conseguenze delle sue azioni sono attribuibili solo a lui stesso e non al VIP o mito personale di turno…

  • Andrea Bogiatto ha detto:

    Dunque il fatto è che questa notizia abbia scoperto l’ acqua calda è assolutamente indubbio. Sfido io in quell’ ambiente dimostrare qualcuno che non ne faccia uso. La cosa preoccupante è che ormai siamo al punto che gli ” sfigati” sembrano le persone che non ne fa uso e che ne condannano la diffusione. Ormai tutto sembra appropriato per fare pubblicità, mi chiedo quindi dove andremo a finire.
    Il fatto che ne facesse uso era chiaro già da mooooolto tempo, e in un certo senso sono assolutamente fatti suoi!
    Certo è che la cosa andrebbe assolutamente condannata, la droga è veleno punto e basta. Purtroppo i media sono fonte di falsità e corruzione, io lo so bene. Stiamo attenti ai messaggi che arrivano e soprattutto al bacino di utenti, molto ampio purtroppo, facilmente influenzabili! Sveglia italiani!!!!

  • Daniele Bogiatto Daniele Bogiatto ha detto:

    @Enzo
    sinceramente non so, ho letto sulla stampa di cocaina, altro nulla
    @Luca
    il fatto che lui sia responsabile ci ciò che dice e dell’ impatto che può avere sui più giovani è innegabile e proprio per questo non dovrebbe più avere nessuno spazio di comunicazione sui mass media, questo almeno secondo me.
    @Andrea
    Niente fa pensare che sia coordinato per attirare maggiore attenzione. E sicuramente ci riesce con un messaggio di questo tipo. Ora rimane da vedere se arriva una corretta punizione oppure passa in cavalleria.

  • luca chirico ha detto:

    siamo in Italia…passerà in cavalleria, adesso ci sarà un pò di trambusto e poi la maggior parte se ne dimenticherà…

  • Andrea Bogiatto ha detto:

    Indubbiamente… Sono passati in cavalleria fatti ben più gravi.. Ricordo la morte del mio collega a Catania in servizio di ordine pubblico. Non solo ci si è dimenticati del suo nome, Filippo Raciti, ma agli stadi è tornato tutto come prima..

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