Malpensa chiama e noi rispondiamo

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E’ arrivato il momento di prepararsi, sono le 5,30 del mattino.
Gli ultimi saluti di ieri mi hanno preparato psicologicamente per il viaggio che stiamo per affrontare; non è solo un tragitto che coinvolge il nostro fisico ma anche la nostra mente e il nostro spirito.
Gli Stati Uniti d’ America hanno un’energia molto forte e primaria e per noi rappresentano molto. Ma prima di tutto è il lavoro che porto avanti con Roberto, mio amico e socio, ad essere molto intenso su tutti i piani. L’estate passata è stato qualcosa di profondo che ha strutturalmente velocizzato il raggiungimento di obiettivi importanti.
L’ autista ci aspetta per portarci a Malpensa che dista 5 minuti dall’ hotel cavalieri della corona dove abbiamo dormito.


Il check in è lento, l’operatrice non riesce ad inserire i nostri dati. Non abbiamo fretta, attendiamo con tutta calma. L’ aereo sta rollando, mentalmente saluto la nostra patria, ci rivedremo a metà gennaio. Il tempo di sistemarsi e siamo già a Dusseldorf. Sarà però per me un viaggio particolare perchè su sette pagine di blocco notes ho tracciato la visione dei primi sei mesi del 2010.
Il cambio di terminal è rapido e l’aeroporto è piccolo ed accogliente. L’efficenza e l’ ordine tedeschi sono immediatamente evidenti.
Siamo al gate c37 e abbiamo circa tre ore di attesa. Gioco con Raffaello a far volare l’aereo giocattolo che gli hanno regalato durante il viaggio e poi insieme andiamo a fare un giro per l’aeroporto. Io tiro la corda e lui sta comodamente seduto sulla sua speciale valigia.

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La mia energia sta già mutando e rallentando.
Siamo appena saliti sull’ aereo intercontinentale e noto che c’è una notevole differenza tra la British che avevamo scelto nell’ ultimo viaggio e l’Air Berlin. La linea tedesca è meno confortevole, senza i televisori ogni sedia e lo spazio è più piccolo.La prossima volta forse cambieremo compagnia aerea.
Durante il tragitto ci rilassiamo, dormiamo e mangiamo.
Io e Jenny fianco a fianco rileggiamo la visione che ho tracciato e scorgo nei suoi occhi un entusiasmo che per non vedevo da tempo, qualcosa che la tocca nel profondo. Sono contento, la condivisione è fondamentale in tutti i nostri passaggi.

Le ore sono tante, ormai sono le 18,15 orario della Florida quando le ruore dell’ aereo toccano terra. Ci vorrà circa un ora per superare la dogana che senza particolari controlli ci fa entrare. Ci dirigiamo verso la Alamo presso la quale abbiamo noleggiato un Suv.

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Il modello è un GMC nero, più grande dell’ auto che abbiamo preso questa estate. L’albergo è vicino all’ aeroporto ed entro breve siamo in stanza.

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Abbiamo promesso a Leo di andare a prendere i panini da Wendy, scelta che si rivelerà letale per un sonno tranquillo. Il doppio baconator ha colpito inesorabile!
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dan bogiatto

About dan bogiatto

Ideatore del metodo Business Family Engine, presidente e co-fondatore del Bogiatto Group, Dan Bogiatto, insieme a sua moglie Jenny, i suoi figli e tutta la famiglia intenzionale, ha votato la sua vita ad aiutare tutte le persone che lo desiderano a sviluppare e implementare l'impresa a controllo famigliare ottenendo un BUSINESS di successo INSIEME a una FAMIGLIA di successo.

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