Levine, Hosseini e Nevo: Vite vere e Drammi lontani

Jenny Space. Oggi la mia truppa non aveva grande voglia di uscire cosi’ siamo rimasti nei dintorni, riposandoci al Regent’s Park e gironzolando per la festa d’estate (estate è un parolone..) del quartiere di Primrose Hill.

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E’ stato molto curioso girare tra le bancarelle, tra torte fatte in casa e zucchero filato. Essendo Londra una grande città, i quartieri diventano veri e propri paesi autonomi.Cosi’ oggi, grazie ai ritmi tranquilli e all’influenza dei giorni scorsi ho finito il terzo libro da quando siamo partiti. In effetti 1 delle 3 valigie che abbiamo spedito era ricolma di libri e pagine di giornali con articoli che non ho avuto il tempo di leggere, ho bisogno di recuperare un po’ di letture.A casa nostra ci sono sempre pile di libri e riviste, ho una certa mania pet giornali di tipi diversi da quando ho trovato su una rivista nel 1998 una pubblicità del famoso corso di Anthony Robbins che ci ha cambiato la vita. Moltissimi cambiamenti della nostra vita e del nostro lavoro arrivano da articoli che ho trovato. I libri sono fantastici ma sono settoriali e necessitano di essere integrati con strumenti piu’ legati al quotidiano In un giornali puoi trovare nuovi interessanti personaggi, ricerche, reportage che fanno riflettere,novità, pubblicità intelligenti (poche ma ci sono..) e molto altro ancora. Cosi’ accumulo pile di carta sapendo che prima o poi trovo qualcosa che mi ripagherà della pazienza, accade sempre. Accumulo e quando ho tempo seleziono il mio bottino. Tornando ai libri, senza farlo apposta i 3 libri che ho pescato in questi giorni dalla mia valigia sono 3 romanzi che prendono spunto da fatti reali, da drammatiche situazioni di vita di popolazioni molto lontane dalla nostra idea di normalità. A volte si viaggia con gambe e valigie, altre con pagine ed emozioni. In pochi giorni sono passata dall’Afghanistan

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di  Khaled Hosseini e il suo Il cacciatore di aquiloni, all’India di James L. Levine con “Il quaderno azzurro

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(la mia amata India che ho scoperto proprio da ragazzina grazie ad uno dei miei libri preferiti, La città della gioia di Dominique Lapierre, di cui ho letto anche lo struggente Mezzanotte e  cinque a Bophal. Sto divagando, quando parlo di libri andrei avanti per ore..) arrivando in Israele con  La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo.

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Sono passata da 3 realtà apparentemente molto diverse tra loro, ma in pratica molto piu’ simili di quanto si possa immaginare. Prima di tutto in un attimo ci portano in una dimensione non contemplata dalla nostra quotidianità. Una dimensione fatta di povertà, guerra, bambini schiavizzati, ma anche delle storie piene di solidarietà, di speranze e di grandi sogni per piccoli gesti. Racconti di persone vere che cercano di costruirsi un’apparente normalità dietro il rumore delle bombe, dietro bambini venduti per fame, dietro l’autobus saltato per aria davanti a casa. Cosi’ leggo, e mi chiedo ” Siamo noi occidentali che nella quasi totalità dei casi che interpretiamo una vita irreale, mentre milioni di persone  nel mondo annaspano in un dramma che conoscono come unica possibilità di vita  o sono loro che  vivono un’esistenza reale e noi navighiamo in un’ovatta di cui non percepiamo neppure i contorni? E’ possibile passeggiare in un prato mangiando zucchero filato mentre dall’altra parte del mondo bambini veri crescono dentro giare affinchè gli rimanga il bacino storto per poter mendicare? Possono esistere accampamenti dove affittano neonati con aghi nelle gambe per farli piangere mentre migliaia di coppie senza figli trascorrono anni a compilare documenti per un’adozione?.

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Gli esempi potrebbero essere infiniti, alcuni cosi’ terribili che non sono capace di riscriverli. Penso che ognuno di noi a suo modo possa fare qualcosa di piccolo o grande, per  chi vive un’esistenza piu’ difficile. Personalmente ho un sogno, che coltivo da quasi 15 anni. Realizzare le “Case della Luce” , luoghi in cui le persone piegate da un’esistenza difficile possano riaccendersi alla Vita e diventare  felici. Per quanto riguarda il discorso generale,sono tante tessere di un puzzle che non riesco a mettere insieme. Forse bisogna essere in alto, davvero molto in alto per vedere il disegno al completo..

About Jenny Bogiatto

2 Comments

  • Antonio Pedalino ha detto:

    Ciao Jenny, ti ringrazio per aver scritto un articolo cosi’ importante, mi piace molto la frase case della luce..i sogni quando vengono condivisi diventano realta!

    Un abbraccio! :))

    Antonio Pedalino

  • Jenny Perotti ha detto:

    Grazie Antonio, qualsiasi viaggio, breve o lunghissimo, inizia sempre con un primo passo..

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