La Web Family in Viaggio verso Destin

Jenny Space. Finalmente e’ venerdì, puntuali alle 17 siamo a prendere i bambini a scuola,Raffaello in particolar modo è contentissimo perchè ha appena finito la festa della settimana dei Supereroi e posa con il suo costume dei Trasformers,

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acquistato il giorno prima da Party City,in offerta a 10 dollari al posto di 30, un posto incredibile, un negozio  immenso con tutto cio’ che puo’ servire per un compleanno,

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una festa in maschera o un party di qualsiasi genere. Il tempo di lasciare i lunch box  a casa e alle 17.30 siamo già in viaggio. Inseriamo nel navigatore la destinazione finale, Destin,anche se sappiamo che ci fermeremo prima per dormire. Destin è una piccola isola ch si trova nel nord-est della Florida, nella zona chiamata Panhandle, che confina con la Louisiana, l’Alabama, il Mississipi e  infine la Georgia verso est. Un luogo che non abbiamo mai visitato, neppure quando venivamo in Florida prima che nascessero i bambini. Ho già preparato la cena al sacco in modo da risparmiare tempo. Dopo circa la prima ora e mezza di viaggio ci lasciamo alle spalle la Florida più conosciuta e commerciale e iniziamo a passare tra paesi non battuti dai turisti. Il paesaggio e’ magnifico e caratteristico, ci sono attività che non riesco a fotografare perché in auto a volte e’ difficile e non so neanche come descriverle tanto sono pittoresche, anni luce lontane dalle attività legate ai franchising così diffuse al sud.
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Verso le 19.30 ci fermiamo in un parcheggio per sgranchirci le gambe e mangiare e ci sentiamo molto avventurosi con il nostro bel frigo portatile. Daniele e d io siamo riusciti persino a farci la nostra cena-frullato serale con lo shaker.

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Ci sono cene sontuose in locali con nomi altisonanti che non ricorderemmo per piu’ di un paio si mesi, ci sono momenti come questo, una cena in un parcheggio nell’America rurale, con ragazzi che cantano uscendo da Bubba Que’s

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e sgommano mentre vanno via, che non ci dimenticheremo mai piu’. E’ stato un bellissimo momento di divertimento familiare. Dopo che i ragazzi si sono addormentati verso le 21.30 abbiamo fatto benzina e deciso di proseguire ancora per una paio d’ore, così avremmo fatto prima il giorno dopo ad arrivare. I viaggi per noi sono sempre un importante momento per rivedere i nostri progetti e trovare nuove strade da percorrere. Penso che ieri sera siamo riusciti a fare un ottimo lavoro inerente ai progetti in atto, abbiamo avuto delle idee che penso saranno determinanti per aumentare il successo del nuovo anno. Man mano che parlavamo intanto il paesaggio ha iniziato ad essere sempre uguale, nel buio viaggiavamo in mezzo ad una foresta alta e compatta, tanto che gli unici cenni di vita ci sino arrivati in ordine, realmente, da un coyote, una specie di cerbiatto e un armadillo che attraversava la strada.

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Per il resto nessun cenno di vita conosciuta, niente case, piazzole di sosta, benzinai o altri insediamenti similari. Tanto che Daniele ad un certo punto mi ha guardata e mi ha detto ” Dato che qui oltre ad non esserci spiazzi e’ anche vietato fermarsi a dormire, e dato che non vedo alcun posto tipo motel per fermarci, che faccio, guido fino al mattino indipendentemente da dove arrivo?” . Ho riso fino alle lacrime.

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Verso le 11 ci siamo accorti che il navigatore aveva qualche problema perché era tornato indietro di un ora, solo dopo abbiamo realizzato che il fuso orario era cambiato per via della zona e ora siamo a meno 7 dall’Italia. Abbiamo deciso di cercare una sistemazione uscendo dal percorso, seguendo i consigli del fido navigatore, così dopo altre 11 miglia in mezzo al nulla, anche se dopo aver visto un paio d’ore prima il cartello cittadino di Salem eravamo preparati a tutto, come un miraggio abbiamo trovato un American Value Inn e non ce lo siamo lasciati scappare.

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Viaggiare in aereo e’ comodo ma viaggiare in auto ha un suo fascino particolare, specialmente quando si va on the road, senza mete precise e ci si lascia coinvolgere dal paesaggio che cambia, gli odori nuovi che arrivano, i visi nuovi che scrutano. In fondo anche la vita e’ un grande viaggio e la parte migliore sta proprio nel mezzo…

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2 Comments

  • Max Repici ha detto:

    WOW! Quanti ricordi di viaggi on the road evocati dal tuo articolo! Quanta voglia di provare quelle sensazioni impagabili ed uniche nel loro genere! Unico appunto….prendete le mappe e buttate quel navigatoooreeeee!!! :-))) ahahahahah

  • Mario Tura De Marco ha detto:

    Questo è il bello degli States; sai sempre che, in un modo o nell’altro, sulla strada troverai la soluzione. Gli USA li hanno inventati apposta per viaggiare on the road. Viaggio di nozze fatto esattamente 12 anni fa toccando CALIFORNIA, NEVADA, UTAH, NEW MEXICO, ARIZONA e facendo ben 7.500 km con gli Eagles come colonna sonora. Si, viaggiare, na na na na na na

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