Jenny Space. Pochi giorni fa ho letto una bellissima intervista a Jeff Kinney, uno dei maggiori protagonisti editoriali del momento. Penso che alla maggior parte degli adulti questo nome dica ben poco e forse ancor di meno possono suggerire qualcosa questi personaggi.imagesA differenza degli adulti, una moltitudine di bambini e ragazzini impazzisce per i personaggi nati dalla penna di Jeff Kinney, precisamente per i personaggi protagonisti di ” Diario di una Schiappa”,  in originale Diary of Wimpy Kids. Racconto semiserio delle avventure di un ragazzino di 11 anni intrappolato, a sua dire, nella ” cosa piu’ stupida che sia mai stata inventata”, ossia la scuola media.

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Questa serie conta 8 libri tradotti in oltre 40 lingue diverse, 28 milioni di copie vendute e un film all’attivo.

Ho letto con curiosita’ un’intervista a questo autore con atteggiamenti un po’ naif, ci sarebbe da capire se si tratta di una studiata strategia promozionale oppure di un personaggio veramente genuino. Nel mio modo di vedere gli avvenimenti in maniera positiva, preferisco pensarlo autentico. Intanto e’ interessante pensare al successo di questo protagonista considerando che si tratta di un ragazzino senza superpoteri o facolta’ particolari.

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Non sa volare, non possiede bacchette magiche, denti canini appuntiti o armadi parlanti. Neppure un piccolo grillo parlante nascosto in tasca.  Un ragazzino come tanti alle prese con le difficolta’ e le opportunita’, di migliaia di ragazzini che attraversano quel temibile periodo chiamato adolescenza. Una parola utilizzata nelle favole per adulti per spaventare i genitori che non vogliono andare a dormire.

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E’ un bell’esempio di identificazione per trovarsi in un bel “gruppo di pari”, capire di avere le stesse paure e gli stessi desideri di tanti altri ragazzini, un alter ego di cui ridere per le stesse difficolta’ per cui magari in classe vengono presi in giro.

Alla fine di questa intervista mi sono bloccata su di una risposta meravigliosa. La giornalista fa a Kinney un’ultima domanda, abbastanza classica, che penso di aver letto centinaia di volte:” Che suggerimento puo’ dare a chi desidera diventare scrittore?”

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Inaspettatamente lui risponde ” Accettare che il tuo lavoro, quello per cui sei convinto di essere nato, venga respinto. ” poi continua dicendo che la cosa piu’ difficile e’ proprio non lasciarsi scoraggiare ,credere nel proprio sogno e perseverare, d’altronde anche lui ci ha messo ben 7 anni per farsi pubblicare il primo libro.

Magnifico. Possiamo tenere a mente questa frase per tanti ambiti diversi, da quelli lavorativi a quelli personali.

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Essere cosi’ certi del proprio sogno da non temere le critiche e perseverare fino all’ultima briciola di luce per abbandonare il bozzolo e volare via.

Qual’e’ il tuo?

Jenny

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