La Metamedicina e il nostro bambino interiore

Crescita personale — Scritto da Daniele Bogiatto il febbraio 9, 2010 alle 14:30

Jenny’s Space.  Questa mattina avevo un appuntamento per una sessione di Metamedicina a cui mi sono recata con un pochino di timore. Timore perchè sapevo quale era l’argomento da affrontare: il distacco da mia mamma avvenuto nel 1988 con la sua morte. E’ stata infatti una sessione estremamante impegnativa, ma meno di ciò che mi aspettavo grazie all’enorme bravura della mia coach e amica Gabriella Bardelli. Al termine dell’incontro  mi sentivo infatti stanca come se fossi tornata da un lungo viaggio, spaesata ma più sollevata.  All’epoca io avevo 14 anni e mezzo e per un breve periodo mia madre fu ricoverata in un ospedale di Cuneo, io ero da sola in un albergo e non ricordo per quanti giorni, se pochi o tanti,mi occupai di lei. Ho rivisto me ragazzina ferma ai piedi di un letto che mi sembrava lunghissimo. Mi sono sentita nuovamente immensamente sola e spaventata. Sono entrata in quella stanza e mi sono tenuta per mano, mi sono rassicurata e finalmente ho potuto avvicinarmi a mia madre. Ho potuto finalmente dirle addio con serenità e con la consapevolezza che è stato solo il suo corpo fisico ad abbandonarmi, non la sua Anima. E’ stata un’esperienza difficile e toccante in cui ho imparato una cosa importante. Dentro ognuno di noi è rimasto un bambino o una bambina, bloccato in un momento di paura o di difficoltà.

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Riuscire ad incontrarlo e rassicurarlo, divenire paradossalmente genitori del nostro bambino interiore è di un’utilità immensa per la nostra crescita interiore. Chiudere gli occhi e tornare nel passato, tenere tra le nostre mani adulte quelle piccole dita insicure, abbracciare noi stessi facendo un salto indietro nel tempo ,ci darà basi  per far crescere rami più forti e radici più profonde per il nostro futuro.

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