La legge Romani e l’influenza suina, un colpo alla libertà di informazione?

Jenny’s Space. Un’altro passo di storia del web è stata scritta. Per la prima volta negli Stati Uniti l’editoria sul web ha superato quella della carta stampata. In pratica ci sono più lettori che si avvalgono del web per le notizie di quelli che acquistano i giornali. L’informazione sulla rete non corre ancora al primo posto, ma seconda un dignitoso argento sul podio delle news, alle spalle della tv. L’oro potrebbe essere però più vicino di quanto si possa immaginare.

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Personalmente, per quanto la mia vita sia legata a doppio filo con la rete web, sono anche una di quelle persone amanti della carta. Per me il senso del tatto è molto importante,sentire la carta che fruscia sotto le dita, voltare le pagine, mettere anche l’antiestetica orecchietta alle pagine ha sempre il suo grande fascino e non oso pensare ad un futuro senza questa esperienza.

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In Italia un paio di giorni fa è stata approvata la legge Romani, che regolamenta i siti e i blog a fini di lucro che possono far concorrenza alle tv locali. E’ stata una legge dibattuta a lungo prima della sua approvazione, e ora oltre scatenare polemiche anticipate, fa discutere anche per le modalità di applicazione che sono tutto tranne che chiare. in realtà non è tanto questa legge che mi preoccupa, ma il mettere il primo piede nella porta della libera informazione. Oggi si tratta di una legge confusa che tocca poche persone, ma domani? Il popolo dei blogger può davvero dormire sonni tranquilli? Non ne sono certissima, perchè la forza del web fa tremare le gambe ai potenti che non possono più avere canali di informazione unidirezionali. L’esempio più recente e clamoroso è quello della fantomatica influenza suina.

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Solo 5 anni fa questa storia avrebbe avuto un epilogo disastroso con centinaia di migliaia di persone che si sottoponevano ad un vaccino che è un vero veleno. Grazie al web le informazioni della gente vera, della maggioranza del personale medico, sono arrivate in fretta a buona parte della popolazione che ha rifiutato per buona parte di farsi ingabbiare in questa trappola economica. Così ora, per fortuna delle persone, ma per sfortuna del denaro mal speso,migliaia di vaccini giacciono inutilizzati nei depositi, l’influenza suina, se mai è esistita, ha fatto enormemente meno vittime della normale influenza stagionale e la gente si è fatta più furba e non abbocca più al primo amo dei potenti che passa.

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