In tempi di crisi anche l’economia tira la cinghia e si mette a dieta. Riducendo i consumi? No riducendo le produzioni. Ma non, o non solo, riducendo il numero dei prodotti realizzati ma riducendone man mano i contenuti. Fateci caso, molte tavolette di cioccolato che un tempo erano da 100 grammi, ora vengono vendute si allo stesso prezzo ma la tavoletta è diventata da 75 grammi. Naturalmente da nessuna parte questo particolare viene segnalato sulla confezione.  Questo discorso vale per molti prodotti sia che si tratti di alimenti che di liquidi. Le proporzioni sono state ridotte spesso del 25% mantenendo però il costo uguale. Questo per indurre noi consumatori, polli potenziali, a pensare di continuare a spendere gli stessi soldi di prima. Ci viene dato quasi tutto in quantità minore con l’idea che tanto non ce ne accorgiamo. Questo non vale solo per i prodotti alimentari ma anche per altri prodotti e anche, ebbene si, per i servizi. Prendiamo alcuni profumi ad esempio, mantengono la confezione grande come quella di prima, contando sul fatto che non ci mettiamo a leggere il numero dei millilitri del contenuto. Grandi sprechi di packaging per prodotti mignon. L’idea di rimpicciolire dilaga, prendiamo ad esempio la pubblicità del canone Rai di questi giorni. Quanto costa? 30 centesimi al giorno. Non mi stupirei se il prossimo anno ci comunicassero il canone con un costo orario.. Questo discorso vale anche per l’editoria. Prendiamo un grande classico come Il Signore degli Anelli. Un volume spessissimo, perfetto addirittura per salirci sopra a  prendere le spezie negli scaffali più alti. Fosse uscito oggigiorno minimo mimino sarebbe una trilogia, ma io scommetterei di più sulla pentalogia. Buona parte degli ultimi libri usciti potremmo  a malapena metterli sotto il tavolino che traballa. Su questo  micro-filone naturalmente fioriscono i pagamenti a rate.

images-3

Perchè pagare a pezzi è un po’ come non  accorgersi di pagare. Tanto se compriamo un divano lo si può pagare al costo di un caffè per i prossimi 320 mesi a partire dal 2012. Che se poi finisce il mondo abbiamo avuto anche il divano gratis! La domanda allora è questa: Sono le menti economiche a pensare che noi siamo polli, o polli lo siamo davvero visto che queste modalità funzionano alla grande? Potrebbe anche esserci una terza soluzione, il fatto che nei momenti di necessità il pollo lo si può facilmente prendere per il collo…

About Jenny Bogiatto

Leave a Reply

Your email address will not be published.