Oggi la giornata e’ iniziata con la nostra partenza dalla romantica Savannah in direzione della vicina Charleston . Due ore e mezza circa per cambiare ambiente e nazione.

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Siamo passati dalla Georgia al South Carolina ed il bello di viaggiare in auto e’ anche quello di guardare il paesaggio che muta chilometro dopo chilometro ed e’ come entrare in casa di qualcuno bussando alla porta anziche’ usare il teletrasporto .
Buona parte del percorso e’ stato in mezzo al nulla, cosa che se  mai uno si dimentica di far benzina e’ spacciato dato che non c’era neppure la corsia di emergenza.

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Ad un certo punto abbia mo iniziato a vedere numerose tettoie di legno sul ciglio della strada con donne prevalentemente anziane afroamericane che vendevano cesti bellissimi fatti di larghe foglie, chiamati appunto grass basket, cestini di erba. Non li avevamo visti da nessun’altra parte.

Verso le 12 arriviamo finalmente a Charleston, graziosa cittadina da cui ha preso il nome negli anni 20 l’omonimo famoso ballo.
La parte centrale e’ dominata da unenorme mercato coperto,

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sede del mercato antico ora riproposto in veste moderna con in vendita prevalentemente articoli di produzione artigiale di tutti i generi, come questa borsa di vero armadillo che ci ha fatto una certa impressione..

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Tappa del pranzo dal mitico Bubba Gump, splendida a tema ispirata al bellissimo film di Forrest Gump, con cimeli originali e bellissime decorazioni.

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Curioso anche lo shop annesso in cui ho acquistato una divertente e spettacolare targa da appendere alla porta dell’ufficio che condivido con Daniele.  Dopo aver passeggiato siamo andati a controllare la nostra auto perche’ ci avevano segnalato che la ruota era sgonfia. Piu’ che sgonfia praticamente svenuta. Cosi’ Daniele e’ andato in cerca di un gommista mentre noi siamo rimasti in centro.

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Mi sono fermata e mi sono chiesta quale opportunita’ si celasse dietro questo apparente imprevisto. Mi sono guardata in giro e ho visto di fronte a noi una libreria che stava chiudendo, per cui pubblicizzava forti sconti. I ragazzi ed io ci siamo diretti in quella direzione e mentre loro si divertivano a guardare i libri adatti alla loro eta’, io mi sono guardata in giro in cerca di testi interessanti per questo periodo della nostra vita. Ho guardato a lungo e mi sono soffermata su diversi testi senza sentire alcuna emozione particolare, finalmente sono arrivata allo scaffale corretto e ne ho scovati 2 che penso diverranno molto importanti.
Daniele nel frattempo mi chiama dicendo che viene a prenderci e che torniamo dal gommista

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che nel frattempo gli ha messo la ruota di scorta e ha ordinato su internet la nostra gomma. Spettacolo incredibile considerando il posto sperduto e non proprio modernissimo, quando siamo arrivati circa mezz’ora dopo che Daniele era andato via di li’, la gomma era gia’ arrivata. Gulp…roba da fare invidia all’omino Michelin.

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Mentre Daniele guarda il gommista che aggiusta l’auto, alza gli occhi e trova il perfetto payoff per il ristorante, mutuandolo da una pubblicita’ di un pneumatico giapponese. Incredibile, ogni tanto mi pare di essere in una grande caccia al tesoro . Forse citando un famoso film..cosi’ e ‘ la vita.
Usciti dalla magica officina siamo di nuovo in auto direzione Myrtle Beach,

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una delle piu’ famose spiagge d’America secondo internet. Appena arrivati capiamo subito il perche’.

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Sembra una grande Rimini americana, perfetta per i giovani e per chi vuole divertimento da passeggiata.

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Ci sono attrazioni di ogni genere, passeggiamo un po’ sulla la boardwalk, come fosse il lungomare, e poi Daniele, Beatrice e Raffaello vanno a vedere un film in 4 d,

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con i sedili che si muovono e seguono il filmato, mentre Leonardo ed io da buoni appassionati di videogiochi in cui si spara, abbiamo giocato per 1 ora consecutiva a Termination Salvation, riuscendo a finirlo e accumulando anche del pubblico che ha seguito il partitone. Il fatto che ora io abbia le spalle bloccate per aver tenuto tutto il tempo il fucile in alto e’ un piccolo dettaglio secondario, ne e ‘ valsa la pena, fosse anche  solo per aver condiviso insieme l’esperienza.

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Dopo pero’ eravamo in alllungo con i tempi, cosi’ abbiamo velocemente preso dei panini con il tonno in un Subway e siamo ripartiti in direzione Fayetteville .
E’ proprio vero che non e’  cio’ che ci accade a fare la differenza, la differenza  nasce dal modo in cui noi  viviamo cio’ che accade intorno e dentro di noi.

Jenny

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