Jenny Space. Sono molto contenta della scuola Montessoriana che stanno frequentando i nostri ragazzi qui in  America.  Oltre alle varie materie piu’ classiche, viene dato quotidianamente ampio spazio anche alla parte relazionale ed emozionale attraverso esercizi diversi. Dall’ascoltare musica con i suoni della natura, mentre ognuno pensa e poi esprime i proprio desideri al fare diverse attivita’ di team, attivita’ sia sportive che relazionali. Pochi giorni fa Leonardo mi ha raccontato di un esercizio che mi ha molto colpita. Una compagna, che si era offerta volontaria, e’ salita su una sedia, e l’insegnante le ha fatto indossare un enorme cuore di carta .

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A turno tutti i compagni le sono andati vicino dicendole una cosa sgradevole, anche banale , e mentre la dicevano in contemporanea strappavano un pezzetto del grande cuore di carta.  Finito il turno hanno ricominciato da capo e ognuno le ha detto una frase piacevole, riattaccando con lo scotch il pezzo di cuore che le aveva staccato. Alla fine cio’ che ha colpito molto i ragazzi e’ stato che il cuore non era piu’ come prima, era tutto rappezzato, storto e con delle fessure tra i pezzi.

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Questo ha dato loro un esempio reale, non solo teorico di quando le parole siano importanti ,e del potere che hanno su chi li circonda oltre che su loro stessi.

Ho pensato molto a questo esercizio e a come sarebbe utilissimo anche da fare con gli adulti. Sentire il rumore della carta che si strappa, del cuore che rimpicciolisce, del viso che si intristisce e dell’energia concentrata che pesa come una mattina in cui ti aspetta il sole e invece trovi solo un muro di nebbia.

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Attivare tutti i sensi e collegarli ad un’azione apparentemente solo verbale, l’ho trovata un’idea geniale. Osservare e ricordare il cuore levitra sbilenco , pieno di pieghe e di nastro adesivo, puo’ magari indurre a riflettere prima di ferire qualche altra persona.

A volte accade che alcune persone feriscano gli altri per ferire loro stesse, guardano specchi che non riescono a tollerare e graffiano e mordono fuori, pensando che cio’ che ne nasce possa essere un balsamo per guarire le loro ferite. Troppo tardi si accorgono che non e’ balsamo ma sale, e puntare il dito contro un mondo di specchi infiniti non fa altro che creare un dolore senza fine.

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E’ inutile rimpicciolire gli altri per sentirsi giganti in un mondo di formiche, meglio far crescere le persone che ci circondano facendo diventare il loro cuore senza piu’ grande. Grande grande grande fino a spiccare il volo, solo cosi’ si diventa realmente liberi…

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2 Comments

  • Alberto Baruffaldi ha detto:

    Che fantastica metafora, grazie per la condivisione!

  • Lucia Merico ha detto:

    Userò questa esperienza durante i miei corsi. E’ la più bella ed efficace spiegazione della metafora “Ama il prossimo tuo come te stesso” che abbia mai provato … sì … perchè come sempre accade quando un’esperienza di cattura, la prima cosa che faccio è sperimentarla. Grazie Jenny per averla condivisa.

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