Il Creative Cities Network e l’Italiano nel Mondo

Jenny’s Space.  Va bene che sono di parte se parliamo di creatività, ma  è un settore che adoro e che fa parte del mio lavoro,così sono stata molto contenta di leggere il risultato del progetto commissionato dall’Unesco Creative Cities Network.

Si tratta di un elaborato progetto, nato nel 2005, che analizza la creatività urbana prendendo in considerazione varie componenti di moltissime città sparse nel mondo. L’analisi tiene conto di vari fattori quali ad esempio i talenti presenti nella città, la tolleranza e l’avanzamento tecnologico.

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Secondo il sociologo statunitense Richard Florida per essere al top una città necessita delle 3 T: Talento, Tecnologia e Tolleranza. Il talento di una città si misura dalla sua capacità di contenere ed attrarre persone con talento in vari ambiti. La tecnologia necessaria allo sviluppo della città stessa è importante anche se non è il valore più considerato. Infine la tolleranza intesa come apertura mentale verso chi non è uguale a noi, sia che si parli di colore della pelle che di religione, orientamento sessuale o altro ancora.

Se parliamo del nostro Bel Paese in relazione a questi 3 talenti,ci piazziamo al 10° posto per la tolleranza,all’undicesimo per la tecnologia e al tredicesimo nella classifica dei talenti. Un medio piazzamento, non siamo saliti sul podio ma non siamo neanche a fondo classifica. Di tutte le nostre città la parte del leone la fa Bologna che spicca nella sezione Musica.

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Siamo famosi nel mondo per tanti grandi Talenti presenti nella nostra storia, tra i quali il grande genio che è stato Leonardo da Vinci.  L’italiano in genere ha una creatività tutta sua, alimentata spesso dal modo di fare che ne fa nel mondo un personaggio strano, a metà tra un genio e una macchietta. Nel divertente film di Veronesi, Italians,

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vi è un bello spaccato dell’italiano classico che gira il mondo. Spesso dall’altra parte dell’oceano ho identificato al primo colpo gli italiani ancora prima di sentirli parlare, solo dal modo di muoversi. Spesso anche noi  ci siamo sentiti  la bandiera tricolore che ci lampeggiava in fronte, tanto che quasi alle nostre spalle mi pareva di sentire il classico..”italians..”. Siamo simpatici così, caciaroni e con quell’arte di arrangiarci che ci rende unici e  da esportazione..

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