Gabriele Romagnoli e le Scatole delle Storie, le StoryCorps

Jenny Space. C’è un giornalista di rara bravura, che in realtà è anche uno scrittore, di cui attendo sempre gli articoli. Il suo nome è Gabriele Romagnoli.  Gabriele racconta il mondo in maniera particolarmente attenta e con grande umanità, aggiungendo anche la capacità rara di mettersi in gioco divenendo egli stesso parte di ciò che racconta. Questa settimana dalle pagine di Vanity Fair Gabriele, racconta una storia che mi ha particolarmente colpita. Sembra un gioco di parole di una filastrocca per bambini,ma è la storia delle scatole delle storie, le StoryCorps. Le StoryCorps sono letteralmente cabine itineranti che viaggiano di città in città sul suolo statunitense. A cosa servono? A raccontare una storia. La tua storia.

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Puoi entrare e vedere e ascoltare i racconti di tantissime persone. Dopo puoi lasciare la tua testimonianza. La tua Storia con la S maiuscola. Il punto è: quale storia raccontare? Quale filo estrarre dalla complessa trama che è nostra vita? Io mi sono fermata  a pensare proprio a questo. Se dovessi raccontare una e una sola storia, cosa racconterei? Se quella storia fosse l’unica cosa di me che rimane ai miei figli e più in la, sempre più giù, di generazione in generazione fino a perdere il conto, cosa sceglierei? Ho accarezzato tante idee, alcune mi hanno fatto sorridere, altre mi hanno stretto lo stomaco fino a farmi alzare a sgranchire le gambe respirando a fondo. So che tutto ciò che mi è accaduto ha fatto di me quella che sono ora, alti e bassi, gioie e dolori. Fossimo in chiesa potrei anche aggiungere in malattia  e povertà..  Non ne vengo a capo,perchè non riesco a scegliere una storia , La Storia.

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Mi sembra che sceglierne una sia fare un torto a tutte le altre, che sono davvero tante. Potrei partire dall’inizio, da quando ero una bambina ribelle e spensierata, potrei passare da quando sono rimasta orfana, finendo a quando in discoteca a 14 anni, un ragazzo mi pesta un piede e l’amico che mi puntava ne approfitta per chiedermi il numero di telefono. Quell’involontario gesto in fondo è alla base della mia vita di oggi.

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Cosa sarebbe successo se fossi passata pochi centimetri più in la e Daniele non avesse avuto l’occasione di parlarmi? Potrei raccontare dell’emozione di quando sono nati i nostri figli, dei viaggi avventurosi e dei momenti di difficoltà così forti che mi mancava il fiato. Potrei, potrei raccontare mille storie ancora, ma la Storia,  non riesco a sceglierla. E voi? Voi sapete scegliere la vostra  Storia? Jenny

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2 Comments

  • Mario Tura De Marco ha detto:

    Jenny è sempre molto brava nel toccare le corde giuste. Ma allora è proprio vero che DIO LI FA E POI LI ACCOPPIA ;-).
    La storia che vorrei lasciare ai posteri, ma soprattutto a mia figlia è legata ad un granello di sabbia.
    C’era una volta un granello di sabbia di nome Mario che faticava parecchio nel farsi apprezzare dal mondo circostante e nel sentirsi parte del tutto. Si dibatteva, lottava, si incazzava ma, pur conoscendo molti granelli di sabbia come lui, non si sentiva compreso ed apprezzato per quello che era ma solo per come appariva. Gli sembrava che anche gli altri granelli avrebbero voluto portare i rapporti a livelli di maggior approfondimento ma, ogni volta che proponeva e toccava argomenti legati al senso della vita e appartenenza, alla felicità, al destino, ecc… il tutto veniva prontamente troncato con qualche battuta tipica da “uomini duri” e la discussione finiva ancor prima di cominciare. Solo a molti anni di distanza da allora Mario ha compreso che per essere grande devi scegliere con cura i granelli che, una volta messi assieme formeranno una splendida e bianchissima spiaggia caraibica.
    Forse un giorno mia figlia, navigando nel CYBERWEB del 2060, troverà questo mio pensiero.
    “Camilla, cucciolo della mia vita, ricordati sempre di scegliere con cura la persone che farai salire sulla tua “barca”. Non aver paura nel lasciare in porto chi non ti merita, non ti rispetta e non ti accetta per quello che sei! Lascia sempre, però, uno spazio libero per issare a bordo naufraghi e bisognosi. Saranno quelli che ti aiuteranno a governare la nave nei momenti di burrasca! Mille baci da papino Mario”.
    Un grazie di cuore a Jenny.

  • Jenny Perotti ha detto:

    Ciao Mario, grazie della bellissima storia che hai condiviso con noi. Penso tu abbia trasmesso a tua figlia un messaggio carico di emozioni e saggezza. Un abbraccio Jenny

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