Daniele Bogiatto intervista Miranda Sorgente

Ho conosciuto personalmente Miranda Sorgente, consulente e trainer professionale, ad un importante seminario a cui eravamo presenti come partecipanti. La classe della sua professionalità emerge immediatamente e trova conferma nel suo importante curriculum e portfolio professionale. Ma quello che soprattutto ti lascia come traccia profonda è la sua scala di valori umani che trasmette con eleganza e fermezza al contempo.

Qualità importante per chi lavora nelle sviluppo delle risorse umane.

D: Quale ruolo gioca la formazione in questo momento di crisi che sta attraversando il mondo reale?

M: la formazione gioca un ruolo fondamentale in quanto va a lavorare proprio sull’atteggiamento mentale.

Questo soft skill permette di focalizzarci su quello che vogliamo creando la realtà corrispondente.

Con una forza di impatto allineata al pensiero l’azione diventa immediata.

Questo atteggiamento è diventa un abitudine vincente sia per l’azienda che per la persona singola.

 

D: Quali risultati concreti e tangibili genera la formazione?

 

M: Rispondo con le considerazioni che ha rilasciato Jack Welch, CEO della General Electric sino dal 1981 al 2001, nell’ultimo convegno a cui ha partecipato. Alla domanda che gli hanno posto su che cosa gli ha permesso di essere una persona di successo egli ha risposto che è stata la sua grande capacità di di saper scegliere, tenere accanto e conservare le persone valide.

D: Come facciamo quindi ad avere un indicatore dello stato di salute ad esempio di una azienda?

 

M: Le aree che vengono considerate sono di solito quattro.

Economico-finanziaria, clienti e mercato, processi interni, apprendimento e sviluppo

Alla base comunque di tutta questa piramide risiede il capitale umano,l’unica chiave di successo per il medio-lungo termine.

Io personalmente utilizzo il modello Balanced Scorecard sviluppato da Norton e Kaplan nel 1992.

 

D: Ci puoi portare una tua testimonianza personale?

 

M: Certamente. Voglio portare l’esempio del Gruppo Addamiano Spa, che lavora nel settore immobiliare.

Il lavoro che ho svolto nella loro azienda è stato importante perchè ha coinvolto tutto il capitale umano comprensivo della dirigenza stessa. Anzi è partito proprio dall’alto per poi irradiarsi verso il basso. Il loro risultato è stato quello di costruire una visione di raddoppio del fatturato a cinque anni. Obiettivo raggiunto in maniera eccellente in soli tre anni, con un largo anticipo.

 

D: Ho notato che hai posto l’accento sul fatto che il lavoro è partito dalla dirigenza.Quanto lo ritieni importante?

 

M: Lo ritengo necessario e fondamentale. Nel caso in cui l’amministratore unico o delegato non ne voglia fare parte non inizio nemmeno perchè so già che sarebbe far sprecare l’investimento all’azienda.

 

D: Per quale motivo secondo te il “capo” molte volte tende a volersi escludere dal processo?

M: Il “capo” è abituato a dire agli altri di cambiare piuttosto che cambiare personalmente.

Ma se è un vero leader sarà egli stesso a fare da traino.

 

D: Che differenza c’è tra capo e leader?

 

M: Il capo può essere benissimo anche un leader. In generale dipende dalla sua genuina volontà di ottenere i risultati, di essere di ispirazione per gli altri, di essere disposto ad avviare un cambiamento in prima persona e di essere il primo a motivare coloro per i quali funge da punto di riferimento.

 

D: Di che tipo di leader abbiamo bisogno in questo momento?

M: Voglio citare ancora Jack Welch che ritengo il più grande CEO del XX secolo. La sua affermazione è che ciò che rovina di più un’azienda è il pessimismo. Essere ottimisti è un atteggiamento che tende a creare una realtà migliore. Posso far riferimento ai surfisti per dare un’idea migliore. Nel momento in cui arriva una grande onda posso esserne travolto, posso cercare di cavalcarla cercando di assecondarla per sopravvivere oppure posso vivere l’esperienza della più grande opportunità di surf di tutta la mia vita.

 

D: Un ultima domanda. Puoi consigliare un libro importante ai lettori?

 

M: Ne voglio indicare due.In riferimento al pensiero che crea la realtà voglio indicare “The Secret”. L’altro che desidero citare per consigli più pratici è “Pensa e arricchisci te stesso” dell’intramontabile Napoleon Hill.

dan bogiatto

About dan bogiatto

Ideatore del metodo Business Family Engine, presidente e co-fondatore del Bogiatto Group, Dan Bogiatto, insieme a sua moglie Jenny, i suoi figli e tutta la famiglia intenzionale, ha votato la sua vita ad aiutare tutte le persone che lo desiderano a sviluppare e implementare l'impresa a controllo famigliare ottenendo un BUSINESS di successo INSIEME a una FAMIGLIA di successo.

Leave a Reply

Your email address will not be published.