Jenny Space. Questa mattina ci svegliamo nella bella citta’ di Richmond con un programma di viaggio che viene ben presto modificato. In prima battuta usciamo dopo l’orario previsto perche’ Daniele sta scrivendo una parte importante del libro e preferisce finirla. Intanto io faccio varie ricerche sul nostro percorso e scopro che, con buona probabilita’ il museo che ci ha fatto variare rotta e’  chiuso di domenica. Ok, seguiamo il flusso degli eventi. Decidiamo cosi’ di lasciare Richmond e

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prendere la strada verso Charlotte, nel North Carolina. Scelgo cosi’ una citta’ intermedia per fermarci verso l’ora di pranzo. La scelta cade su Durham, anche detta la citta’ della medicina, un centro con circa 220.000 abitanti.

Arrivati a Durham ci siamo diretti verso un ristorante Peruviano, Mami Nora’s

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ai primi posti in classifica sul solito Tripadvisor. Il posto era molto spartano, il servizio praticamente assente ma in compenso il cibo  era economico e molto buono. Per la prima volta ho provato la Yucca, penso sia un tubero molto simile alla patata. Non era male, no ho ancora capito se mi e’ piaciuta oppure no. Sara’ un buon motivo per riassaggiarla…

Visitando il sito della citta’ ho scoperto la presenza di un museo ottimo per sgranchirci un pochino le gambe e far divertire i ragazzi, il Museum of Life & Science, tra l’altro distante un paio di minuti dal ristorante.

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In poco eravamo gia’ al museo,  tutti tranne Daniele che e’ rimasto in auto per proseguire con libro. Questa e’ la versione ufficiale, l’altra versione e’ che oltre a voler avanzare con il libro, gli era venuta l’orticaria solo all’idea di vedere un altro museo di questo genere.

La mia idea era di vedere un museo carino stando al fresco. In realta’ la maggior parte del museo si sviluppa all’esterno, percorsi dentro al bosco portano ai vari edifici, come l’insectarium,sempre piacevole da vedere anche se alcuni insetti erano impressionanti,

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il padiglione delle farfalle, ormai un must di questi musei, era molto grande e ben curato. Questa volta e’ toccato a Leonardo avere contatti ravvicinati con queste belle creaturine,

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fino troppo ravvicinati dato che la simpatica farfalla non voleva piu’ staccarsi dal dito.

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Una bella esperienza di contatto con la natura, in piu’ poco distante ho potuto ammirare le mie amate rane.

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Il resto del percorso comprendeva una piccola fattoria degli animali, anche loro molto accaldati data l’alta temperatura della giornata,

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e un lungo..lunghissimo… percorso in mezzo al bosco per vedere natura e animali.

Abbiamo visto un orso molto da vicino e era carinissimo,

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e a forza di camminare non ci siamo quasi accorti che era l’orario di chiusura, cosi’  dopo esserci fermati a prendere un gelato in uno  dei posti preferiti di Daniele, ossia Baskin & Robbins, siamo usciti e tutti insieme abbiamo ripreso il viaggio verso Charlotte, la citta’ con la maggior presenza di banche, dopo New York, di tutti gli States…

Molto curioso che sulla strada  ad un tratto abbiamo visto un cartello di inizio confine di una cittadina con scritto: Welcome to Trinity, city of Vision. Siamo rimasti colpitissimi, peccato che per tornare indietro avremmo dovuto fare un lungo giro, altrimenti valeva la pena  farlo per scattare una fotografia!

Oggi cio’ che mi ha maggiormente colpita e’ stata la sezione in cui erano esposti i bozzoli dei bruchi che diverranno farfalle.

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La mia attenzione e’ stat attratta da un movimento, da una farfalla che stava per uscire dal bozzolo, stava per lasciare il buio della vita da bruco e vedere la luce come splendida farfalla.

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Ho immaginato in quel momento il dolore che poteva provare, magari la paura relativa a cosa le stava succedendo di incomprensibile. Nel suo buio forse non poteva immaginare che un paio di magnifiche ali blu e nere erano gia’ libere e mancava un piccolo sforzo finale prima di uscire e scoprire l’ebbrezza del volo. Questo e’ cio’ che puo’ capitare a tutti, anche nella vita sotto forma di esseri umani. Ci sono a volte momenti di sconforto, dopo tanto impegno che pare non aver portato i risultati desiderati. Perseverare fino in fondo, fino all’ultimo colpo do reni, puo’ far scoprire che l’agognato traguardo dista meno di quanto avessimo mai potuto immaginare.

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