Jenny Space. Oggi si torna all’opera, ci sentiamo tutti quasi bene, ma non  diciamolo troppo forte.. e siamo pronti a riprendere anche con il lavoro. Daniele ha già tutte le riunioni fissate e io lavoro al computer sui progetti che stiamo sviluppando qui. Al mattino ci siamo alzati presto, verso le 7, perchè nonostante le veneziane essendoci tante finestre appena è chiaro la casa è piena di luce. Neanche  a dirlo Beatrice Leonardo e Raffaello scalpitano appena svegli per buttarsi in piscina.

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Contratto  la tempistica in cambio di una mano con i lavori e ci mettiamo tutti all’opera. Nel pomeriggio Daniele ha degli appuntamenti con Roberto mentre noi ci dedichiamo a sistemare tutta la casa. Verso il tardo pomeriggio andiamo a fare un giro nei negozi per cercare qualcosa per la casa, ma, tranne per poche cose, preferiamo aspettare il mercato delle pulci del fine settimana. Sono divertentissimi da girare e si fanno affaroni con pochi dollari.

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Mentre passiamo all’Home depot per comprare chiodi e martello Daniele rimane affascinato e accarezza diversi barbecue. qui è una vera cultura quella della cucina all’aperto che dispone di intere bibliografie adatte allo scopo. Girando ho l’occasione di rivedere la mia campagna di marketing preferita, quella che io reputo un vero capolavoro. Chick-fil-a. Si tratta di una catena di ristoranti in cui servono solo carne di pollo. La meraviglia è che dappertutto nella loro pubblicità ci sono mucche. Mucche vestite da attacchini che mettono manifesti della catena, mucche che presentano la loro famiglia e invitano a mangiare pollo per non essere mangiate.

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Il succo sono proprio le mucche che fingono di essere vere e per salvarsi consigliano caldamente di mangiare i polli. Io la trovo geniale e divertente e non mi stanco mai di guardarla. Ad un certo punto mentre ne parlavo con entusiasmo a Daniele mi è sorto un dubbio.” Daniele” ho chiesto “perchè noi nonostante ci piaccia molto l’immagine non siamo mai andati a mangiarci?”.  La sua risposta è stata “Perchè non mi fa venire in mente un ristorante ma una campagna di protezione delle mucche”.  Sob, la creativa che è in me si è sentita male..

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2 Comments

  • Piergiorgio Merlatti ha detto:

    Ahahahahahah la Creative Unit è separata dalla distanza… il tuo “socio” della Unit, il buon Max, in questo caso non può spalleggiarti…
    Concordo comunque con l’analisi di Daniele… poveri polli, vittima del razzismo delle mucche… Un abbraccio, Family … ci mancate.

  • Giancarlo Iannelli ha detto:

    un abbraccio grande a tutti :-))))
    Gian

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