Cesare Lombroso, la postura e le persone strane

Jenny Space. Oggi pomeriggio avevo bisogno di prendere un pochino di aria fresca per disintossicarmi dal monitor e restare un po’ in silenzio. In realtà per me è molto difficile stare da sola, ritagliarmi degli spazi tranquilli, tra famiglia e lavoro gli impegni sono sempre tanti, cosi’ ogni tanto quattro passi da sola mi  fanno bene per rischiararmi le idee. In questi casi mi piace camminare piano e guardarmi intorno, osservare le persone e immaginare le loro vite guardandone i volti. A questo proposito una di questi giorni mi piacerebbe andare qui a torino, a due passi da casa in realtà, al museo antropologico di Cesare Lombroso

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personaggio veramente interessante che elaborò una teoria per distinguere le persone con tendenze criminali attraverso i loro tratti somatici. Questi studi se presi con la giusta cautela, senza estremizzarli per creare una sorta di razzismo morfologico, hanno delle basi non prive di fondamento. E’ come se la struttura ossea di una persona si conformasse a seconda delle necessità e della postura. Alcuni esempi sono semplici, anche non  necessariamente in relazione con Lombroso,una persona che fin da piccola sviluppa un atteggiamento remissimo e pessimista, crescerà curvo e con determinate rughe in viso, al contrario di chi sorride molto e tiene le spalle dritte. Spesso le persone soffocate in famiglia crescono in altezza e sono pallide, come i fili d’erba in cerca di luce. In piu’ l’influenza è in tutte e due le direzioni, una postura vincente trasmette al corpo determinati messaggi che ci fanno stare meglio, e viceversa.

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Così oggi pomeriggio con la scusa di andare a noleggiare dei film da Blockbuster, in particolare Planet 51,  sono uscita per una mezzoretta. Passeggiando mi guardavo in giro e mi sono soffermata su un ragazzo che girava con le cuffiette per ascoltare la musica collegate ad un walkman. Un mitico walkman a cassetta. Non pensavo quasi ce ne fossero piu’ in circolazione, chissà cosa stava ascoltando?  Bellissimo anche un cartello esposto sul parabrezza di un auto che non aveva pagato il parcheggio: “Sono l’ottico”. Cartello bello stampato, per uso abituale naturalmente. Come se il fatto di essere l’ottico, tra l’altro con il negozio a 50 metri dal lato opposto della strada fosse un valido lasciapassare per il parcheggio. Meraviglie italiane. Cosi’ mi metto al computer, pensando alla gente e alle sue stranezze, e cercando nelle nostre foto trovo queste foto di Daniele fatte nel Webgarage con la collaborazione del Team,

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che non sono proprio da brochure, e già sono stata brava che ho preso le migliori.. Cosi’ ho pensato che la prossima volta che sono in cerca di particolarità forse non è necessario andare cosi’ lontano, mi basta fare due passi in casa..

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