Jenny space. Questa mattina ci siamo svegliati in questa magnifica e magica città che e’ New Orleans. Abbiamo fatto colazione in albergo e siamo usciti per continuare ad esplorare i vari quartieri.

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Siamo andati a cercare un posto diverso per parcheggiare l’auto. Non e’ facile trovare parcheggio, quindi conviene trovare un posto vicino a dove si desidera andare e muoversi sempre a piedi.

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Siamo partiti dalla zona centrale andando verso il french quarter, passando da strade che non avevamo visto ieri.

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Man mano che camminiamo entriamo nei vari negozi solo per girare,

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in fondo si tratta di vere e proprie attrazioni,

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e per prendere un pochino di fresco dato che la temperatura e’ veramente torrida.

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Entrando in un negozio di pietre e minerali conosciamo una gentilissima signora che ci consiglia molte interessanti mete adatte ai bambini lungo il resto del percorso che vogliamo fare.Daniele ed io ci siamo presi due belle piccole pietre incise con le scritte Wealth e Dream per e le nostre riunioni interne. Poco dopo per strada siamo stati fermati da un signore gentilissimo fuori da un negozio,  che dopo averci chiesto da dove venivamo ci ha detto di essere anche lui originario dell’Italia, tirando fuori qualche parola di italiano.Ora questa scena non sarebbe nulla di che, dato che capita sistematicamente, non fosse che l’uomo in questione era di colore, non mulatto ma proprio scuro. Percepito il nostro stupore ci ha detto che sua mamma era meta’ siciliana. Come abbiamo fatto a non accorgercene..  Che incredibile terra di immigrati che e’ l’America, noi italiani siamo proprio ovunque, dalla gente al cibo, dall’arte alla storia.

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Parlando di cibo, magari non lo conosciamo perchè è tipico di qualche altra regione   ma qui anziché  la pizza e’ diffuso come prodotto esclusivo italiano la Muffoletta. La muffoletta, almeno nella versione locale, un enorme panino grande come un piatto pieno di affetati di vario gente, formaggio olive e strave verdure tritate, almeno 5 centimetri di altezza il ripieno. Solo vederlo in vetrina ci ha fatto venire mal di stomaco… Per pranzo abbiamo optato per un locale caratteristico del French quarter

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in cui abbiamo mangiato molto bene, la mia insalata con gamberi e polpa di granchio era squisita. Dobbiamo solo abituarci alla cucina cajun e alla relativa spezia rossa che penso sia paprika,o simile,  messa ovunque.

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Nel pomeriggio abbiamo continuato a girare per centro, visitando moltissimi negozi splendidi

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e osservando l’architettura sicuramente unica nel suo genere. Siamo poi andati al porto a fare un giro sul ferry boat, nonostante la mia reticenza  a non mettere piu’ piede su una nave dopo 8 ore di mal di mare della scorsa settimana.

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Alla fine mi hanno convinta e in effetti non si sentiva nulla, siamo rimasti tranquilli a riposarci osservando il panorama per una mezz’oretta. Dopo un ultima visita ai dintorno

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e una foto di rito con l’onnipresente simbolo del carnevale che qui e’ sentito fortissimamente

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in ogni periodo dell’anno, siamo rientrati alla base.

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Due giorni veramente splendidi, in una città magica,  a cui le foto non rendono giustizia, fosse anche per l’impossibilità di catturarne gli odori  e  l’atmosfera. Una città in cui non abiterei o trascorrerei lunghi periodi, ma che  lascio a malincuore. La consiglio come tappa da affrontare con le dovute cautele, tipo non uscire la sera nonostante gli innumerevoli e strani locali presenti,

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in effetti l’ho trovata la città in cui fare piu’ attenzione, con piu’ gente strana da tenere d’occhio, decisamente meno sicura anche di Miami. Con le giuste attenzioni i rischi possono essere inferiori ed è possibile godersi in pace la città che ha davvero molto da offrire.

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