1 Marzo Facebook e la giornata del lavoro degli immigrati

Oggi  ho letto una notizia che mi ha fatto riflettere, su facebook e’ stato aperto un gruppo che conta oltre 6000 iscritti, a favore del lavoro degli immigrati. Questa iniziativa ne segue una analoga nata in Francia tanto che la data della manifestazione rimane la stessa. La domanda che ci si pone questo gruppo e’ la seguente: “Cosa succederebbe in Italia se i 6,5 milioni di lavoratori immigrati di colpo non ci fossero piu’?”. Pensiamoci bene, quante persone straniere e quante italiane  si occupano di lavori domestici, di accudire bambini e anziani non della loro famiglia, di fare lavori di fatica nei cantieri? Pochi italiani e molti stranieri. Faccio una premessa d’obbligo, parlo di immigrati che lavorano nel nostro tessuto sociale, non dell’immigrazione clandestina che eventualmente vive di delinquenza.

Ogni tanto su qualche giornale leggo storie che da mamma mi fanno stringere il cuore.  Sono migliaia e migliaia le donne straniere che lasciano al loro paese i loro bambini piccoli a crescere magari con i nonni e vanno in un paese lontano a crescere figli degli altri. Sembra paradossale ma e’ la verita’. Spesso spostandosi queste persone, in questo momento penso principalmente alle donne, arrivano in paese nuovo, lontano senza altro che un fagotto in mano. Dormono anche per strada o in luoghi che chiamare casa sarebbe impossibile, finche’ non trovano un primo lavoro. Spesso sono sottoposte a grandi pressioni emotive da parte di datori di lavoro che li trattano al pari di schiave o insultate al grido di “tornatene al tuo paese”.  Ma  forse non tornerebbero queste donne, di corsa,  nelle loro terre ad abbracciare figli di cui non riconoscono piu’ quasi i volti se solo potessero? Ma si pensa sia per loro un divertimento barattare le loro vite divenute impalpabili come fantasmi in cambio di serenita’ per i bambini e gli anziani della loro famiglia? Questo sciopero quindi mi ha fatto riflettere per un sostanziale motivo di fondo che sta proprio nell’iniziativa stessa. Lo sciopero e’ di fatto una manifestazione durante la quale le  persone o le categorie a cui e’ rivolto lo stesso non eseguono le proprie mansioni competenza. Questo vale di norma per tutte le categorie, sia che si parli di ferrovieri che di spazzini od insegnanti. In questo caso e’ diverso, queste persone non possono scioperare perche’ non possono permetterselo. Buona parte, forse, mettera’ una spilla, ma la maggior parte di loro, io penso, non sapra’ neppure dell’esistenza di questa iniziativa. Facciamo noi un primo passo, un sorriso, un saluto per chi ogni giorno con umilta’  tiene insieme la parte di piu’ debole dell’Italia.

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